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venerdì 21 novembre 2014

Dis-informazione sul Tav: la storia insegna

Nel 2005 il professor Antonio Calafati, docente di Economia Urbana e di Analisi delle Politiche Pubbliche presso la facoltà di Economia dell’Università Politecnica delle Marche (e presso l’Università Friedrich Schiller di Jena) decide di intraprendere un viaggio insolito.
Di fronte al dibattito, e alle contestazioni , sulla realizzazione del Tav in Val di Susa,  il professore insieme ai suoi studenti istituisce una ricerca delle “ragioni del Sì” all’opera tanto osteggiata con l’obiettivo di dimostrare che la scelta della sua realizzazione  è frutto di ragionamenti  razionali e tecnici nell’ambito delle politiche pubbliche.

venerdì 20 settembre 2013

La retorica intellettuale sulla violenza No Tav

No alla violenza senza sé e senza ma. Guai ai violenti. Dissociazione dalla violenza e dai violenti. Condanna della violenza. Marginalizzazione dei violenti.

Di fronte alla violenza le condanne (verbali) non mancano mai. Eppure la violenza sembra essere  sempre più una presenza costante nelle nostre vite: giornali, televisione, politici, ne parlano in continuazione. Tutti si dichiarano contro la violenza. Tutti fanno a gara nel chiedere di isolare i presunti violenti.

La violenza sull’individuo è deprecabile e perseguibile per legge, non accettabile dalla comunità civile in quanto violazione dei principi fondamentali di tutela della persona umana.
Nessuno però sembra domandarsi perché esiste tutta questa violenza, posta in essere e in potenza. Tutte le violenze sono uguali? Hanno lo stesso valore e sono ugualmente meritevoli della stessa condanna? 

Sembrerebbe di no.